Sottomenu

Home  > Cosa facciamo - Religiosi di Maria Immacolata - Maria che scioglie i nodi

Cosa facciamo

Cosa facciamo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

Adorazione Eucaristica;

Celebrazione della Santa Messsa quotidiana

Preghiere di Liberazione e guarigione;

Messe di Liberazione e guarigione

Esorcismi Solenni, privati e pubblici, su persone possedute, vessate e colpite dal maligno anche a domicilio;

Matrimoni, Battesimi e Funerali

Santo Rosario Meditato

 Novene/Tridui/Processioni

Via Crucis tutti i venedì di Quaresima

Confessione Sacramentale

Ordinazioni Diaconali, Presbiterali, Episcopali

 

 "Cuore Immacolato di Maria, intercedi per noi presso l'Altissimo Dio"

"Maria che scioglie i nodi, prega per noi peccatori. Amen"

 

Istituzione Canonica dei Religiosi di Maria Immacolata

Istituzione Canonica dei Religiosi di Maria Immacolata

All’interno della Prelatura Cattolica “Santi Pietro e Paolo USA Italiana”, istituita con lo scopo di accogliere, tutti coloro che desiderano vivere una vita di preghiera, di consacrazione, di contemplazione del mistero di Dio che ha inviato sulla terra il Suo Figlio unigenito per riscattare l’umanità dalla sofferenza e dall’angoscia. Al suo interno è stato costituito, con Decreto del Vescovo Ordinario n°87/2016 v-o del 15 Novembre 2016 un ramo destinato ad accogliere esclusivamente, il Clero e i candidati di sesso maschile all’Ordine Sacro, in stato di celibato, per rendere Gloria a Dio, per il bene della Santa Chiesa di Cristo. Questo ramo dipende canonicamente dalla Prelatura Cattolica “S.P.P.I.”, con tutti i suoi diritti e doveri. Detto ramo è denominato “Religiosi di Maria Immacolata”.

Il Clero e i fedeli laici consacrati che ne fanno parte, dovranno vivere in stato di celibato, senza alcuna costrinzione ma liberamente, servendo la Chiesa con dignità e umiltà.

La massima autorità della Prelatura Cattolica “Santi. Pietro e Paolo USA Italiana” è il Vescovo Ordinario, che ha nominato un Superiore Generale, che ne controlla la vita apostolica dei suoi componenti nella persona del Rev.do Sac. Tino Alberto Crudo, attuale Vicario Generale (pro tempore) della medesima Prelatura.

Per informazioni potete scrivere alla seguente e-mail: religiosidimariaimmacolata@gmail.com. Vi daremo tutte le informazioni utili per conoscere questa realtà spirituale.

Devozione a Maria che scioglie i nodi

COSA SI INTENDE CON LA PAROLA "NODI"?

Con la parola “nodi” si intendono tutti quei problemi che portiamo molto spesso negli anni e che non sappiamo come risolvere; tutti quei peccati che ci incatenano e ci impediscono di accogliere Dio nella nostra vita e di gettarci tra le sue braccia come bambini: i nodi dei litigi familiari, dell’incomprensione tra genitori e figli, della mancanza di rispetto, della violenza; i nodi del risentimento fra sposi, la mancanza di pace e di gioia nella famiglia; nodi dell’angoscia; i nodi della disperazione degli sposi che si separano, i nodi dello scioglimento delle famiglie; il dolore provocato da un figlio che si droga, che è malato, che ha lasciato la casa o che si è allontanato da Dio; i nodi dell’alcolismo, dei nostri vizi e dei vizi di quelli che amiamo, i nodi delle ferite causate agli altri; i nodi del rancore che ci tormenta dolorosamente, i nodi del sentimento di colpa, dell’aborto, delle malattie incurabili, della depressione, della disoccupazione, delle paure, della solitudine…nodi dell’incredulità, della superbia, dei peccati delle nostre vite.

«Tutti - ha spiegato più volte l'allora cardinale Bergoglio - abbiamo nodi nel cuore e attraversiamo difficoltà. Il nostro Padre buono, che distribuisce la grazia a tutti i suoi figli, vuole che noi ci fidiamo di Lei, che le affidiamo i nodi dei nostri mali, che ci impediscono di unirci a Dio, affinché Lei li sciolga e ci avvicini a suo figlio Gesù. Questo è il significato dell'immagine».

La Vergine Maria vuole che tutto questo cessi. Oggi viene incontro a noi, perché le offriamo questi nodi e Lei li scioglierà uno dopo l’altro.

Ora avviciniamoci a Lei.

ContemplandoLa scoprirete che non siete più soli. Davanti a Lei vorrete confidarLe le vostre angosce, i vostri nodi…e da quel momento, tutto può cambiare. Quale Madre piena d’amore non viene in aiuto al suo figliolo in difficoltà quando la chiama?

NOVENA A “MARIA CHE SCIOGLIE I NODI”

Come pregare la Novena:

Si fa prima il segno della Croce, poi l'atto di contrizione (la preghiera ATTO DI DOLORE), poi si comincia il Santo Rosario normalmente, poi dopo il terzo mistero del Rosario si legge la meditazione del giorno della Novena (ad esempio il PRIMO GIORNO, poi il giorno seguente si legge il SECONDO GIORNO e cosi' via per gli altri giorni...), poi si continua il Rosario con il quarto e il quinto Mistero, poi alla fine (dopo la Salve Regina, le Litanie Lauretane e il Pater, Ave e Gloria per il Papa) si conclude il Rosario e la Novena con la Preghiera a Maria che scioglie i nodi riportata a fine Novena.

Inoltre, ogni giorno della novena è opportuno:

1. Lodare, benedire e ringraziare la Santissima Trinità;

2. Perdonare sempre e chiunque;

3. Vivere con impegno la preghiera personale, familiare e comunitaria;

4. Compiere opere di carità;

5. Abbandonarsi alla volontà di Dio.

Seguendo questi suggerimenti e impegnandosi quotidianamente in un cammino di conversione, che operi un reale cambiamento di vita, si vedranno realizzate le meraviglie che Dio ha in serbo per ciascuno di noi, secondo i suoi tempi e la sua volontà.

PRIMO GIORNO

Santa Madre mia amata, Santa Maria, che Scioglie i "nodi" che opprimono i tuoi figli, stendi le tue mani misericordiose verso di me. Ti do oggi questo "nodo" (nominare) e ogni conseguenza negativa che esso provoca nella mia vita. Ti do questo "nodo" (nominare) che mi tormenta, mi rende infelice e mi impedisce di unirmi a Te e al tuo Figlio Gesù Salvatore. Ricorro a te Maria che scioglie i nodi perchè ho fiducia in te e so che non hai mai disdegnato un figlio peccatore che ti supplica di aiutarlo. Credo che tu possa sciogliere questi nodi perchè sei mia Madre. So che lo farai perchè mi ami con amore eterno. Grazie Madre mia amata.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che scioglie i nodi" prega per me.

SECONDO GIORNO

Maria, madre molto amata, piena di grazia, il mio cuore si volge oggi verso di te. Mi riconosco peccatore e ho bisogno di te. Non ho tenuto conto delle tue grazie a causa del mio egoismo, del mio rancore,della mia mancanza di generosità e di umiltà.

Oggi mi rivolgo a te, "Maria che scioglie i nodi" affinchè tu domandi per me, a tuo Figlio Gesù la purezza di cuore , il distacco, l'umiltà e la fiducia. Vivrò questa giornata con queste virtù. Te le offrirò come prova del mio amore per te. Ripongo questo "nodo" (nominare) nelle tue mani perchè mi impedisce di vedere la gloria di Dio.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

TERZO GIORNO

Madre mediatrice,Regina del cielo, nelle cui mani sono le ricchezze del Re, rivolgi a me i tuoi occhi misericordiosi. Ripongo nelle tue mani sante questo "nodo" della mia vita (nominare), e tutto il rancore che ne risulta.

Dio Padre, ti chiedo perdono per i miei peccati. Aiutami ora a perdonare ogni persona che consciamente o inconsciamente, ha provocato questo "nodo". Grazie a questa decisione Tu potrai scioglierlo. Madre mia amata davanti a te, e in nome di tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, che è stato tanto offeso, e che ha saputo perdonare, perdono ora queste persone (nominare) e anche me stesso per sempre.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

QUARTO GIORNO

Santa Madre mia amata, che accogli tutti quelli che ti cercano, abbi pietà di me. Ripongo nelle tue mani questo "nodo" (nominarlo).

Mi impedisce di essere felice,di vivere in pace,la mia anima è paralizzata e mi impedisce di camminare verso il mio Signore e di servirlo.

Sciogli questo "nodo" della mia vita, o Madre mia. Chiedi a Gesù la guarigione della mia fede paralizzata che inciampa nelle pietre del cammino. Cammina con me, Madre mia amata, perchè sia consapevole che queste pietre sono in realtà degli amici; cessi di mormorare e impari a rendere grazie, a sorridere in ogni momento, perchè ho fiducia in te.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

QUINTO GIORNO

"Madre che scioglie i nodi" generosa e piena di compassione, mi volgo verso di te per rimettere, una volta di più, questo "nodo" nelle tue mani (nominare). Ti chiedo la saggezza di Dio, perchè io riesca alla luce dello Spirito Santo a sciogliere questo cumulo di difficoltà.

Nessuno ti ha mai vista adirata, al contrario, le tue parole sono così piene di dolcezza che si vede in te lo Spirito Santo. Liberami dall'amarezza, dalla collera e dall'odio che questo "nodo" (nominare) mi ha causato.

Madre mia amata, dammi la tua dolcezza e la tua saggezza, insegnami a meditare nel silenzio del mio cuore e così come hai fatto il giorno della Pentecoste, intercedi presso Gesù perchè riceva nella mia vita lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio venga su di me.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

SESTO GIORNO

Regina di misericordia, ti do questo "nodo" della mia vita (nominare) e ti chiedo di darmi un cuore che sappia essere paziente finchè tu sciolga questo "nodo". Insegnami ad ascoltare la Parola del tuo Figlio, a confessarmi, a comunicarmi, perciò resta con me Maria.

Prepara il mio cuore a festeggiare con gli angeli la grazia che tu mi stai ottenendo.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

SETTIMO GIORNO

Madre purissima, mi rivolgo oggi a te: ti supplico di sciogliere questo "nodo" della mia vita (nominare) e di liberarmi dall'influenza del male. Dio ti ha concesso un grande potere su tutti i demoni. Oggi rinuncio ai demoni e a tutti i legami che ho avuto con loro. Proclamo che Gesù è il mio unico Salvatore e il mio unico Signore.

O " Maria che sciogli i nodi" schiaccia la testa del demonio. Distruggi le trappole provocate da questi "nodi" della mia vita. Grazie Madre tanto amata. Signore, liberami con il tuo prezioso sangue!

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

OTTAVO GIORNO

Vergine Madre di Dio, ricca di misericordia, abbi pietà di me, tuo figliolo e sciogli i "nodi" (nominare) della mia vita.

Ho bisogno che tu mi visiti, così come hai fatto con Elisabetta. Portami Gesù, portami lo Spirito Santo. Insegnami il coraggio, la gioia, l'umiltà e come Elisabetta, rendimi piena di Spirito Santo. Voglio che tu sia mia Madre, la mia Regina e la mia amica. Ti do il mio cuore e tutto ciò che mi appartiene: la mia casa, la mia famiglia, i miei beni esteriori e interiori. Ti appartengo per sempre.

Metti in me il tuo cuore perchè io possa fare tutto ciò che Gesù mi dirà di fare.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

NONO GIORNO

Madre Santissima, nostra avvocata, Tu che sciogli i "nodi" vengo oggi a ringraziarti di aver sciolto questo "nodo" (nominare) nella mia vita. Conosci il dolore che mi ha causato. Grazie Madre mia amata,Ti ringrazio perchè hai sciolto i "nodi" della mia vita. Avvolgimi con il tuo manto d' amore, proteggimi, illuminami con la tua pace.

O Maria, Madre del buon consiglio, prendi questo nodo (nominare) che mi ostacola e con la forza della tua mano scioglilo.

"Maria che sciogli i nodi" prega per me.

PREGHIERA A NOSTRA SIGNORA CHE SCIOGLIE I NODI (da recitare a fine Rosario)

Vergine Maria, Madre del bell'Amore, Madre che non ha mai abbandonato un figliolo che grida aiuto, Madre le cui mani lavorano senza sosta per i suoi figlioli tanto amati, perchè sono spinte dall'amore divino e dall'infinita misericordia che esce dal Tuo cuore volgi verso di me il tuo sguardo pieno di compassione. Guarda il cumulo di "nodi" della mia vita.

Tu conosci la mia disperazione e il mio dolore. Sai quanto mi paralizzano questi nodi Maria, Madre incaricata da Dio di sciogliere i "nodi" della vita dei tuoi figlioli, ripongo il nastro della mia vita nelle tue mani.

Nelle tue mani non c'è un "nodo" che non sia sciolto.

Madre Onnipotente, con la grazia e il tuo potere d'intercessione presso tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, ricevi oggi questo "nodo" (nominarlo se possibile...). Per la gloria di Dio ti chiedo di scioglierlo e di scioglierlo per sempre. Spero in Te.

Sei l'unica consolatrice che Dio mi ha dato. Sei la fortezza delle mie forze precarie, la ricchezza delle mie miserie, la liberazione di tutto ciò che mi impedisce di essere con Cristo.

Accogli il mio richiamo. Preservami, guidami proteggimi, sii il mio rifugio.

Maria, che scioglie i nodi, prega per me.

Madre di Gesù e Madre nostra, Maria Santissima Madre di Dio; tu sai che la nostra vita è piena di nodi piccoli e grandi. Ci sentiamo soffocati, schiacciati, oppressi e impotenti nel risolvere i nostri problemi. Ci affidiamo a te, Madonna di Pace e di Misericordia. Ci rivolgiamo al Padre per Gesù Cristo nello Spirito Santo, uniti a tutti gli angeli e ai Santi. Maria incoronata da dodici stelle che schiacci con i tuoi santissimi piedi la testa del serpente e non ci lasci cadere nella tentazione del maligno, liberaci da ogni schiavitù, confusione e insicurezza. Dacci la tua grazia e la tua luce per poter vedere nelle tenebre che ci circondano e seguire la giusta strada. Madre generosa, ti presentiamo supplichevoli la nostra richiesta d'aiuto. Ti preghiamo umilmente:

· Sciogli i nodi dei nostri disturbi fisici e delle malattie incurabili: Maria ascoltaci!

· Sciogli i nodi dei conflitti psichici dentro di noi, la nostra angoscia e paura, la non accettazione di noi stessi e della nostra realtà: Maria ascoltaci!

· Sciogli i nodi nella nostra possessione diabolica: Maria ascoltaci!

· Sciogli i nodi nelle nostre famiglie e nel rapporto con i figli: Maria ascoltaci!

· Sciogli i nodi nella sfera professionale, nell'impossibilità di trovare un lavoro dignitoso o nella schiavitù di lavorare con eccesso: Maria ascoltaci!

· Sciogli i nodi dentro la nostra comunità parrocchiale e nella nostra Chiesa che è una, santa, cattolica, apostolica: Maria ascoltaci!

· Sciogli i nodi fra le varie Chiese cristiane e confessioni religiose e dacci l'unità nel rispetto delle diversità: Maria ascoltaci!

· Sciogli i nodi nella vita sociale e politica del nostro Paese: Maria ascoltaci!

· Sciogli tutti i nodi del nostro cuore per poter essere liberi di amare con generosità: Maria ascoltaci!

Maria che sciogli i nodi, prega per noi tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

Dopo la Preghiera a "Maria che scioglie i nodi" potete recitare questa Supplica:

Supplica a Maria che scioglie i nodi:

O Vergine Immacolata, Vergine Benedetta, Tu sei la dispensatrice universale di tutte le Grazie di Dio. Sei la speranza di ogni uomo e la mia speranza. Ringrazio sempre ed in ogni momento il mio amato Signore Gesù che mi ha permesso di conoscerti, e mi ha fatto capire come posso ricevere le Grazie Divine ed essere salvato. Questo modo sei Tu stessa, Augusta Madre di Dio, perché so, grazie principalmente ai Meriti di Gesù Cristo, e poi alla Tua intercessione che io posso raggiungere la Salvezza Eterna. O mia Signora che sei stata così sollecita nel visitare Elisabetta, per santificarla, Ti prego, affrettati a venire a visitare la mia anima. Meglio di me, Tu sai quanto sia misera e quanti mali l'affliggono: affezioni sregolate, cattive abitudini, peccati commessi e tante gravi malattie che possono solo portarla alla morte eterna. Solo da Te dipende guarire la mia anima da tutte le sue infermità e sciogliere tutti i "nodi" che l’affliggono. Prega per me, o Vergine Maria, e raccomandami al Tuo Divin Figlio. Meglio di me Tu conosci le mie miserie e i miei bisogni. O Madre mia e dolce Regina prega per me il Tuo Figlio Divino e ottienimi di ricevere le Grazie che mi sono più necessarie ed essenziali per la mia Salvezza Eterna. Io mi abbandono completamente a Te. Le Tue preghiere non sono mai state respinte da Lui: sono le preghiere di una Madre al suo Figlio; e questo Figlio Ti ama così tanto, che Egli fa tutto ciò che Tu desideri al fine di aumentare la Tua Gloria e di testimoniare il grande amore che Egli prova per Te.

O Maria, esaudisci le mie preghiere.

Ricordati, o dolcissima Vergine Maria, che non abbiamo mai sentito dire che nessuno di quelli che hanno chiesto la tua protezione, implorato il tuo soccorso e chiesto la tua intercessione siano stati da Te abbandonati. Animato da una tale fiducia, o Vergine tra le Vergini, o Madre mia, vengo da Te, e mentre soffro sotto il peso dei miei peccati, mi prostro ai tuoi piedi. O Madre del Verbo, non rifiutare le mie preghiere, ma ascoltale favorevolmente ed esaudiscile. Amen. (San Bernardo)

Lettera Pastorale della Settimana Santa 2018

+ SALVATORE MICALEF

PER LA GRAZIA DI DIO E DELLA SANTA CHIESA

VESCOVO ORDINARIO

 

Prot. n. 141/2018 v-o

 

LETTERA PASTORALE PER LA SETTIMANA SANTA 2018

Carissimi fratelli e sorelle, pace e benedizioni nel Signore Gesù!

Ormai siamo vicini alle porte della Settimana Santa. Occasione più che straordinaria per preparare il cuore e lo spirito a meditare e rivivere con profondità e devozione la Passione del Signore che si è fatto uomo per noi, e si è addossato i nostri vili peccati per la nostra salvezza, “perché non moriamo in eterno, ma restiamo in vita” (2Tm 2,8-13). I giorni del Triduo pasquale rendono attuale la memoria del dono che Gesù ha fatto e continua a fare di sé stesso all'umanità in ciascuno di noi. Nel suo cammino verso il luogo del Suo supplizio finale, il Calvario, il Signore abbraccia insieme alla croce, la difficile e dura obbedienza verso il Padre, accogliendo su se stesso il progetto di salvezza che risplenderà con la luce della Resurrezione. Il Signore Gesù invita ciascuno di noi a fare il cammino in sua compagnia, aiutandolo con le nostre misere forse a portare la sua Croce. Conosce la nostra debolezza, le paure e le resistenze, i piccoli e grandi tradimenti. Ma nonostante tutto Egli ci vuole bene e ci ama di un amore Misericordioso, ma, bisogna anche precisare, che Gesù è Giudice, “e verrà a giudicare i vivi e i morti e il Suo Regno non avrà fine”, (Credo).

Carissimi Fratelli e Sorelle, mi rivolgo a ciascuno di voi per offrirvi il mio saluto e il mio augurio. Nelle mie visite alle varie cappellanie e famiglie in Italia e all'Estero, durante questi tre anni di ministero episcopale, ho conosciuto molti di voi. Al contempo però ho percepito in tanti una fede profonda, ma anche, bisogna dirlo, una fede alle volte rituale e abitudinaria, come se tutto va per scontato. Ma non è così, la fede in Cristo non si può vivere solo sulla spinta di tradizioni o come un elemento sociale esteriore, pur importante, ma non fondamentale per ottenere la vita eterna. Siamo chiamati e siete chiamati a fare delle fede un elemento di scelta consapevole, che si matura continuamente nella relazione con Dio e con il prossimo e ha bisogno di essere resa visibile nella vita quotidiana. Siete chiamati ad approfondire la relazione tra voi e Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, tra voi e la comunità cristiana in cui siete inseriti e chiamati ad agire in virtù di essere cristiani. La Pasqua è un’occasione unica, favorevole, per ritrovarsi insieme come credenti e per vivere il momento centrale della nostra fede: la morte e Resurrezione di Gesù nostro Signore. Non si tratta di vivere le celebrazioni pasquali come un dovere, una tradizione staccata dall'adesione profonda, ma piuttosto come una scelta che ci definisce come credenti e come parte cooperante della comunità cristiana cattolica.

Carissimi, non abbiate paura di vivere la nostra fede, di approfondirla, di raccontarla, di testimoniarla, anche di interrogarla. Non ci sia timore nell'affrontare i dubbi, per capirla e amarla meglio. La fede è certo dono di Dio, ma va anche coltivata, aiutata, stimolata, con la preghiera e i sacramenti. I sacerdoti delle vostre parrocchie, i diaconi, le religiose e i religiosi che vi accompagnano e vi aiutano, sono chiamati a questo ministero e fa parte della loro vocazione aiutare tutti coloro che vogliono conoscere e amare sempre più il Signore. D’altra parte, anche voi siete chiamati ad aiutare presbiteri e i consacrati a vivere la loro vocazione con sempre maggiore fedeltà, nella qualità di una coerenza che aiuta tutti a costruire il popolo di Dio, la Santa Chiesa.

Ora mi rivolgo a voi, carissimi sacerdoti e diaconi. Il Signore mi dà la grazia di vivere insieme a voi la Pasqua. Ci ritroveremo anche quest’anno per celebrare la Messa Crismale la mattina del Giovedì Santo. Non si tratta di una celebrazione di routine, ma di una manifestazione visibile di unità della nostra Prelatura, convocata attorno alla mensa del Signore che tutti ci chiama a seguirLo e, in cui il vescovo manifesta il segno tangibile di comunione con voi. Nei giorni del Triduo Pasquale il Signore ci riproporrà ancora una volta il suo stile di servizio, umiltà, obbedienza, fedeltà, amore, così efficacemente manifestati nella lavanda dei piedi. A ciascuno di voi auguro di vivere il cuore dell’anno liturgico e la sorgente da cui scaturisce la nostra fede: la Passione e la Resurrezione del Signore Gesù, come un invito alla Speranza che sempre ci deve animare anche nei momenti difficili e cupi della nostra vita. Non seminiamo per noi stessi, non parliamo una nostra parola, non annunciamo una nostra salvezza, non diamo una nostra misericordia, ma tutto è invio dello Spirito Santo come dono del Signore, e che ci ha promesso di stare con noi sino alla fine del mondo. Vi esorto dunque a ritornare all'essenziale della nostra vocazione, per rispondere con generosità alla fame e sete di Dio. Siamo chiamati ed inviati tutti alla Mensa del Signore per saziarci con il Pane della Parola e dell’Eucaristia.

Auguri a tutti. Auguri per una Pasqua che illumini gli angoli oscuri del nostro cuore e di ogni uomo della terra, presenti nella nostra vita di credenti. Auguri per una Pasqua di Speranza, di Amore, di Fedeltà al Signore, che incoraggia il nostro cammino nonostante la fatica o il dubbio che quotidianamente riscontriamo nella nostra vita. Auguri anche per coloro che si sentono lontani, non toccati da questo annuncio, forse anche a causa di una nostra tiepida testimonianza.

Auguro a tutti che il Cristo della Pasqua, che dissipa il timore e il male dai nostri cuori ci doni la Pace, entri in ogni casa e ogni cuore, inondandolo della Sua infinita Misericordia.

Laudetur Iesus Christe. Semper Laudetur 

Dato a Roma nella Sede Episcopale il 25 Marzo 2018

Domenica delle Palme e della Passione del Signore.

Cordialmente in Cristo

+ Salvatore Micalef

 

 

Meditiamo la Passione di Cristo

Meditiamo la Passione di Cristo

Cristo vero Agnello Pasquale

Oggi la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno (cf Mc 2,19-20): la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.

« Per le sue piaghe siamo stati guariti »
I profeti (cf prima lettura) descrivono il Servo del Signore nel momento in cui attua la missione di liberare il popolo dai peccati: come agnello innocente, carico dei delitti del suo popolo, si lascia condurre in silenzio al macello. E proprio dalla sua morte liberamente accettata sgorga la giustificazione «per i molti».

Le scelte di Dio sono sconcertanti: l’onnipotenza rinuncia ad imporsi con la forza e diventa impotenza. Ma il fallimento e la sconfitta, frutto della dedizione a Dio e agli uomini, sono vissuti da Gesù con incrollabile fiducia nella paternità di Dio.

Gesù muore nel momento in cui nel tempio si immolano gli agnelli destinati alla celebrazione della Pasqua: la sua è un’immolazione «reale», un sacrificio compiuto una volta per tutte, perché la vittima «spirituale» ha reso inutili le vittime materiali. Dal suo fianco trafitto sgorga il sangue da cui sono misteriosamente segnati gli appartenenti al nuovo popolo, quelli che Dio salva (cf Es 12,7.13). Cristo crocifisso è dunque il «vero Agnello pasquale», è lui la «nostra Pasqua» immolata (cf I Cor 5,7). «Vero» perché è la realtà di ciò che i sacrifici antichi esprimevano: l’alleanza con Dio e l’inserimento nel suo progetto di salvezza.


Una morte per la vita
La passione di Gesù è veramente una «passione gloriosa» perché il Padre ha già dato la sua risposta che trasforma la sconfitta in vittoria e il luogo dell’infamia in centro di attrazione universale: «Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me!» (Gv 12,32). Nella carne dell’Agnello immolato «tutto è compiuto» (Gv 19,30), si attua la salvezza voluta dai Padre, quella di riunire in unità i figli di Dio dispersi dal peccato (cf Gv 11,52); attraverso il sangue dell’Agnello pasquale Dio riconcilia a sé l’umanità ed essa può entrare (cf Eb 4,16: seconda lettura) in comunione vitale con Dio; nella morte di Cristo lo Spirito è riconsegnato al Padre perché lo effonda sugli uomini, come sorgente di vita nuova.
La croce diventa così il cuore del mondo. Da essa si è innalzata al Padre la preghiera di Cristo per la salvezza di tutti. Unita al gesto sacerdotale dei suo Signore la Chiesa eleva la grande intercessione: tutto è radunato sotto la croce, perché solo in questo mistero di morte e di risurrezione possono trovare soluzione i problemi e i drammi che coinvolgono la storia della Chiesa e dell’umanità. Tra le molteplici invocazioni emerge la supplica per l’unità dei cristiani. La croce svela il dramma della divisione fra le Chiese e diventa implicita accusa di un peccato originato dalla poca fedeltà alla croce e dall’orgoglio. Per ultimi, uniti da una strana coincidenza, sono ricordati gli uomini che governano e i tribolati. Gli uni hanno bisogno di vedere il potere come «servizio che crocifigge», gli altri, perché crocifissi, di riacquistare il posto dovuto nella considerazione di tutti.

«
 Guarderanno colui che hanno trafitto »  
Il rifiuto di un popolo riassume, in un certo senso, il rifiuto, l’ottusità, l’incredulità dell’uomo di ogni tempo, posto di fronte ai valori di verità, di giustizia e di amore che Dio ha rivelato in Gesù. La fede professa che il Giusto « morì per i nostri peccati » (1 Cor 15,3): a motivo dei nostri peccati, del peccato universale di tutta la famiglia umana; ma soprattutto morì a vantaggio di noi, per la remissione dei peccati di tutti: Dio infatti ci ha perdonati e riconciliati a sé per il sangue di Cristo (cf Il catechismo dei giovani, pp. 146.150).
Il gesto dell’adorazione della croce diventa significativa risposta al dono immeritato, e avveramento della parola profetica: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto!» (Zc 12,10; Gv 19,37). Gesto di fede e di amore, riconoscimento della regalità salvifica di Cristo e della speranza nata dalla croce; gesto di penitenza, ma anche di impegno a vivere nell’obbedienza a Dio e a promuovere con tutte le forze la verità e l’amore.

La comunione eucaristica, che conclude l’azione liturgica, rende partecipi della morte gloriosa di Cristo e dei suoi frutti: è inserimento nell’alleanza sigillata nel sangue dell’Agnello; è accoglienza dello Spirito sgorgato dal costato di Cristo e che permette già ora di partecipare alle nozze dell’Agnello, che avranno il loro pieno compimento nella festa dei cielo (cf Ap 19,7-9).

Cristo vero Agnello Pasquale

Oggi la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno (cf Mc 2,19-20): la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.

« Per le sue piaghe siamo stati guariti »
I profeti (cf prima lettura) descrivono il Servo del Signore nel momento in cui attua la missione di liberare il popolo dai peccati: come agnello innocente, carico dei delitti del suo popolo, si lascia condurre in silenzio al macello. E proprio dalla sua morte liberamente accettata sgorga la giustificazione «per i molti».

Le scelte di Dio sono sconcertanti: l’onnipotenza rinuncia ad imporsi con la forza e diventa impotenza. Ma il fallimento e la sconfitta, frutto della dedizione a Dio e agli uomini, sono vissuti da Gesù con incrollabile fiducia nella paternità di Dio.

Gesù muore nel momento in cui nel tempio si immolano gli agnelli destinati alla celebrazione della Pasqua: la sua è un’immolazione «reale», un sacrificio compiuto una volta per tutte, perché la vittima «spirituale» ha reso inutili le vittime materiali. Dal suo fianco trafitto sgorga il sangue da cui sono misteriosamente segnati gli appartenenti al nuovo popolo, quelli che Dio salva (cf Es 12,7.13). Cristo crocifisso è dunque il «vero Agnello pasquale», è lui la «nostra Pasqua» immolata (cf I Cor 5,7). «Vero» perché è la realtà di ciò che i sacrifici antichi esprimevano: l’alleanza con Dio e l’inserimento nel suo progetto di salvezza.


Una morte per la vita
La passione di Gesù è veramente una «passione gloriosa» perché il Padre ha già dato la sua risposta che trasforma la sconfitta in vittoria e il luogo dell’infamia in centro di attrazione universale: «Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me!» (Gv 12,32). Nella carne dell’Agnello immolato «tutto è compiuto» (Gv 19,30), si attua la salvezza voluta dai Padre, quella di riunire in unità i figli di Dio dispersi dal peccato (cf Gv 11,52); attraverso il sangue dell’Agnello pasquale Dio riconcilia a sé l’umanità ed essa può entrare (cf Eb 4,16: seconda lettura) in comunione vitale con Dio; nella morte di Cristo lo Spirito è riconsegnato al Padre perché lo effonda sugli uomini, come sorgente di vita nuova.
La croce diventa così il cuore del mondo. Da essa si è innalzata al Padre la preghiera di Cristo per la salvezza di tutti. Unita al gesto sacerdotale dei suo Signore la Chiesa eleva la grande intercessione: tutto è radunato sotto la croce, perché solo in questo mistero di morte e di risurrezione possono trovare soluzione i problemi e i drammi che coinvolgono la storia della Chiesa e dell’umanità. Tra le molteplici invocazioni emerge la supplica per l’unità dei cristiani. La croce svela il dramma della divisione fra le Chiese e diventa implicita accusa di un peccato originato dalla poca fedeltà alla croce e dall’orgoglio. Per ultimi, uniti da una strana coincidenza, sono ricordati gli uomini che governano e i tribolati. Gli uni hanno bisogno di vedere il potere come «servizio che crocifigge», gli altri, perché crocifissi, di riacquistare il posto dovuto nella considerazione di tutti.

«
 Guarderanno colui che hanno trafitto »  
Il rifiuto di un popolo riassume, in un certo senso, il rifiuto, l’ottusità, l’incredulità dell’uomo di ogni tempo, posto di fronte ai valori di verità, di giustizia e di amore che Dio ha rivelato in Gesù. La fede professa che il Giusto « morì per i nostri peccati » (1 Cor 15,3): a motivo dei nostri peccati, del peccato universale di tutta la famiglia umana; ma soprattutto morì a vantaggio di noi, per la remissione dei peccati di tutti: Dio infatti ci ha perdonati e riconciliati a sé per il sangue di Cristo (cf Il catechismo dei giovani, pp. 146.150).
Il gesto dell’adorazione della croce diventa significativa risposta al dono immeritato, e avveramento della parola profetica: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto!» (Zc 12,10; Gv 19,37). Gesto di fede e di amore, riconoscimento della regalità salvifica di Cristo e della speranza nata dalla croce; gesto di penitenza, ma anche di impegno a vivere nell’obbedienza a Dio e a promuovere con tutte le forze la verità e l’amore.

La comunione eucaristica, che conclude l’azione liturgica, rende partecipi della morte gloriosa di Cristo e dei suoi frutti: è inserimento nell’alleanza sigillata nel sangue dell’Agnello; è accoglienza dello Spirito sgorgato dal costato di Cristo e che permette già ora di partecipare alle nozze dell’Agnello, che avranno il loro pieno compimento nella festa dei cielo (cf Ap 19,7-9).

Guardia d'Onore al Cuore Immacolato di Maria

Guardia d'Onore al Cuore Immacolato di Maria

GUARDIA D’ONORE
Fratelli e Sorelle carissimi, il 1917 è l’anno che apre un nuovo periodo nella storia della Chiesa e dell’umanita’. L’Immacolata addita agli uomini, nel suo Cuore Immacolato, la salvezza.
La Madonna, nelle apparizioni avvenute a Fatima dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, ha chiesto:

La consacrazione delle persone e delle famiglie al suo Cuore Immacolato
Gesu’ vuol stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.  A chi la pratichera’ prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio e come fiori saranno collocate da me dinanzi al suo trono.
Avete visto l’inferno, dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli il Signore vuol stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.

La pratica dei primi cinque sabati del mese
Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato dalle spine con cui gli uomini ingrati ad ogni momento lo trafiggono con le loro bestemmie e ingratitudini. Tu almeno cerca di consolarmi, e da parte mia annuncia che io prometto di assistere, nell’ora della morte, con le grazie necessarie alla salvezza delle loro anime, tutti quelli che nel primo sabato di cinque mesi consecutivi si confesseranno, riceveranno la S.Comunione, diranno una corona del Rosario e mi faranno compagnia durante quindici minuti, meditando i misteri del Rosario, con il fine di offrirmi riparazione.

La recita quotidiana del S. Rosario
A Fatima, come prima a Lourdes, la Madonna e’ apparsa con la corona del Rosario, ne ha insistentemente richiesto la recita quotidiana per ottenere la pace nel mondo e venire in nostro aiuto.
La penitenza per la salvezza dei peccatori
Sacrificatevi per i peccatori e dite spesso, ma specialmente nel fare qualche sacrificio:  O Gesu’ per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione delle ingiurie commesse contro l’Immacolato Cuore di Maria.

Origini
Mentre a Fatima Maria, nel nome del Figlio suo, chiede il culto al suo Cuore Immacolato, a Monaco di Baviera è Gesu’ stesso ad ispirare la devozione per onorare il Cuore Immacolato della Madre sua Santissima.
Infatti il 13 maggio 1917, nel medesimo giorno e nella stessa ora in cui la Vergine appariva a Fatima, a Roma il Papa Benedetto XV consacrava Vescovo MONS. EUGENIO PACELLI, che doveva subito trasferirsi a Monaco come Nunzio Apostolico, con il delicato incarico di perorare la sorte dei prigionieri di guerra.
La Provvidenza volle che il nuovo Nunzio scegliesse, come suo confessore e direttore spirituale, PADRE BONAVENTURA BLATTMANN, il quale, da tempo, pensava ad una nuova associazione mariana per consacrare le persone al Cuore Immacolato di Maria. L’incontro di queste due grandi anime mariane determina la nascita della PIA UNIONE DELLA GUARDIA D’ONORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA.
Il Cardinale Pacelli, divenuto Papa Pio XII, eleva la Guardia d’Onore al grado di Arciconfraternita in Perpetuo.

Appartenenza
Ogni cattolico che goda di buona reputazione puo’ iscriversi alla Guardia d’Onore del Cuore Immacolato di Maria.
Per quanto riguarda la richiesta di iscrizione per la Sede di Roma, va fatta per iscritto compilando un apposito formulario al Vescovo Ordinario della Prelatura Cattolica “SS. Pietro e Paolo Usa Italiana” Sua Ecc.za Mons. Salvatore Micalef, di cui ad avvenuta iscrizione rilascia la tessera personale con numero progressivo, e l’iscrizione nell'apposito registro secondario. Successivamente trasmette i nominativi alla DIREZIONE NAZIONALE nella Repubblica di San Marino. 
Per ogni informazione ed iscrizione potete scrivere a: Sua Ecc.za mons. Salvatore Micalef, Vescovo Ordinario, alla seguente mail: salvatoremicalef@gmail.com, lasciando; nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, e sarete al più presto contattati.

Gli iscritti vengono registrati nel libro della Pia Unione.
Per essere Guardia d’Onore del Cuore Immacolato di Maria e per poter partecipare a tutti i benefici e privilegi è indispensabile l’iscrizione nel registro del Centro Nazionale.

ISCRIZIONE ORDINARIA
Nel giorno dell’iscrizione possibilmente: si riceva il sacramento della penitenza, si partecipi alla celebrazione eucaristica, comunicandosi con il Corpo del Signore, dopo la Santa Comunione, davanti all’altare della Madonna, si reciti la seguente formula:
“Io ….., con la gioia più intensa, oggi mi consacro al servizio di Guardia d’Onore del sacro Cuore di Maria: lei deve regnare nel mio cuore come una Regina! Unito a lei nell’amore, voglio imitarla nella preghiera, nel sacrificio, nel generoso compimento dei miei doveri, voglio espiare i peccati del mondo e così lavorare con Maria per la salvezza dei fratelli. Tutte le feste mariane mi saranno particolarmente care e l’ora di guardia che io prometto di compiere giornalmente dalle ore … alle ore … dovrà unirmi sempre più nell’intenzione con quella del suo sacro Cuore. Amen.”
 “Tutto in nome di tutti i fratelli e per tutti i fratelli.”


LE PICCOLE GUARDIE D’ONORE
Le Piccole Guardie d’Onore sono tutti i bambini e bambine che non hanno ancora compiuto il 14° anno di età, ma che sediderano amare e servire Maria, tributarle ogni onore e lavorare con grande impegno, sul suo esempio, per la salvezza spirituale dei loro coetanei. Esse assumono gli stessi impegni delle Guardie, ma sono organizzate in sezione speciale, la cui erezione, con la relativa accettazione degli iscritti, è riservata al Centro nazionale che ha per loro un particolare registro. Patroni delle Piccole Guardie d’Onore sono Francesco e Giacinta Marto, i due veggenti di Fatima. Dopo il 14° anno di età, per appartenere ancora alla Pia Unione, occorre dare di nuovo la propria adesione affinché si possa venire inseriti nell'apposito registro nazionale. Per essere ammessi alle Piccole Guardie si seguirà il rito indicato per l’iscrizione solenne alla Guardia d’Onore.

Formazione Spirituale Permanente
In piena comunione con la Direzione Nazionale della Repubblica di San Marino, la Sede di Roma organizza ogni anno Incontri Mariani di alcuni giorni per tutti gli iscritti; invia a tutti i membri un bollettino bimestrale e tiene attiva, con particolare cura, la corrispondenza per posta, per telefono e via fax.
Ogni sabato il Vescovo Ordinario celebra una Santa Messa per tutte le Guardie d’Onore vive e defunte.

Conclusione
Ciò che ha importanza in questa devozione non è la pratica in se stessa, ma lo spirito che la pervade.
Il primo movente che spinge un’anima ad unirsi alla Guardia d’Onore del Cuore Immacolato di Maria è l’amore per l’Immacolata, attraverso l’imitazione delle sue virtù.Come esorta il Vaticano Secondo: I fedeli si ricordino che la vera devozione; procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la Madre nostra ed all'imitazione delle sue virtù (LG 67).
"Gesù vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato" (La Madonna a Lucia). Ogni Guardia d'Onore deve recitare continuamente la Piccola Ave "Ave Maria, piena di grazia, prega per noi Gesù".